- Perché oggi i deepfake possono colpire chiunque
- Manipolazione digitale: molto più che porno deepfake
- Le vittime soffrono su molti fronti
- 6 consigli per proteggersi dai deepfake
- Le vittime di deepfake possono fare causa?
- Come vi tutelano un’assicurazione di protezione giuridica e un’assicurazione di protezione informatica
- Link utili
Perché oggi i deepfake possono colpire chiunque
I deepfake sono immagini, video o registrazioni vocali creati o manipolati tramite l’intelligenza artificiale che sembrano così reali che persino i professionisti hanno difficoltà a riconoscerli immediatamente. Di alcuni, come il Papa con il piumino bianco, si può ridere; di altri decisamente no. Ad esempio, quando qualcuno viene ricattato con un video deepfake che mostra finti atti di autoerotismo, oppure quando qualche studente condivide sui social media immagini di nudo manipolate di alcune compagne di classe.
Fino a poco tempo fa, le vittime dei deepfake erano soprattutto personaggi famosi. Oggi può capitare a chiunque, perché creare deepfake professionali sta diventando sempre più facile «grazie» all’IA. Bastano una foto presa da LinkedIn, uno screenshot del profilo Instagram o una videochiamata, uniti a un minimo di know-how in materia di IA, per generare o manipolare immagini, testi o messaggi vocali compromettenti.
Manipolazione digitale: molto più che porno deepfake
Spesso questi contenuti vengono creati per umiliare qualcuno, danneggiarne la reputazione o ricattare la vittima. Particolarmente diffusi sono i porno deepfake, in cui il volto e la voce della vittima vengono inseriti in un video hard, oppure il volto viene applicato su foto di nudo. I motivi dei colpevoli vanno dalla noia alla vendetta dopo una rottura o un rifiuto, fino all’avidità. Molte immagini e video manipolati vengono utilizzati a scopo di sextortion, ovvero estorsione a sfondo sessuale. I malintenzionati minacciano la vittima di inviare le foto o i video al partner, alla famiglia o al datore di lavoro, oppure di condividerli sui social media. Sfruttano il senso di vergogna delle vittime, spesso di sesso femminile, e la pressione sociale per estorcere denaro o, nella maggior parte dei casi, prestazioni sessuali.
Importante: i deepfake non vengono utilizzati solo per la sextortion, ma anche per ingannare terze persone, ad esempio tramite un messaggio vocale manipolato. I malintenzionati si spacciano, ad esempio, per superiori o persone di fiducia per estorcere denaro o informazioni sensibili.
Le vittime soffrono su molti fronti
Oltre ai danni professionali e finanziari, i deepfake causano soprattutto gravi ripercussioni personali e psicologiche. La questione dell’autenticità di un’immagine o di un video è spesso solo secondaria. Per le vittime pesano molto di più la paura e la vergogna di essere esposte pubblicamente, di vedere compromessa la propria reputazione e di perdere la fiducia della cerchia di amici o sul posto di lavoro. L’aspetto più preoccupante è che Internet non dimentica e che non sempre è possibile cancellare i deepfake, anche una volta smascherati.
Spesso l’informazione arriva troppo tardi: il danno ormai è fatto, la vittima prova vergogna, si sente impotente e tende a isolarsi.
Ai danni personali e psicologici si aggiungono spesso enormi perdite finanziarie dovute a frodi, ricatti o furti d’identità, oltre a possibili costi consequenziali quali minori opportunità di carriera e, di conseguenza, un salario inferiore a causa della reputazione compromessa da un’immagine o un video manipolati.
Cosa possono fare le vittime di deepfake?
Le vittime dovrebbero agire immediatamente, ma senza farsi prendere dal panico. I malintenzionati contano proprio sulla vergogna e sulla paura delle loro vittime per spingerle a cedere rapidamente alle loro richieste. Se subite un ricatto, mantenete la calma e procedete in modo sistematico:
- Non pagate: non cedete alle richieste e non pagate alcun riscatto. Il pagamento non pone fine al ricatto, ma aumenta anzi il rischio di ulteriori richieste.
- Salvate le prove: memorizzate tutte le e-mail, i link, i messaggi e i numeri di telefono dei malintenzionati, fate degli screenshot e documentate le richieste di pagamento o le minacce.
- Informate le autorità: segnalate immediatamente il tentativo di estorsione alla polizia e all’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS).
- Contattate le piattaforme: chiedete ai social network, ai servizi di messaggistica o ai siti web di eliminare o bloccare immediatamente i deepfake.
- Cercate supporto: parlate con una persona di fiducia e chiedete aiuto a un o una professionista. Il disagio psicologico causato dai deepfake a sfondo sessuale o dalla sextortion è spesso notevole.
- Valutate vie legali: a seconda dei casi, dovreste sporgere denuncia, avviare un’azione civile o far valere le vostre pretese in materia di protezione dei dati. Un’assicurazione di protezione giuridica di privati vi fornisce consigli e assistenza e si fa carico delle spese.
6 consigli per proteggersi dai deepfake
La sicurezza assoluta non esiste, ma potete ridurre notevolmente il rischio: meno immagini, video e informazioni pubblicate online su di voi, minore sarà il pericolo. Poiché però al giorno d’oggi è praticamente impossibile limitare in modo così drastico la propria visibilità digitale, è importante gestire consapevolmente i propri dati e sviluppare competenze digitali:
- Gestite la visibilità in modo consapevole: prima di ogni post, valutate quali immagini, dati o video desiderate rendere visibili a tutti. Evitate scatti sensibili o intimi in contesti privati, controllate regolarmente le impostazioni della privacy sui social network e verificate quali contenuti sono accessibili pubblicamente.
- Separate la vita professionale da quella privata: se vi esponete al pubblico per motivi professionali o personali, non potete semplicemente ridurre la vostra visibilità. Potete però proteggere con costanza le vostre foto e i vostri video privati, segnalare alle piattaforme i profili social falsi e cercare di tanto in tanto su Internet il vostro nome associato a foto o video.
- Proteggete account e identità: utilizzate password efficaci e attivate l’autenticazione a due fattori (2FA) ovunque sia necessario effettuare l’accesso. Con un gestore di password potrete mantenere il controllo e colmare le lacune di sicurezza. Aggiornate regolarmente il sistema operativo, l’antivirus e tutti i programmi, installate tutti gli aggiornamenti di sicurezza e non cliccate mai su allegati, link o richieste di accesso sconosciuti.
- Prestate attenzione: bastano poche immagini o brevi frammenti di voce per generare deepfake con l’IA. Siate vigili e prudenti quando persone sconosciute avviano una videochiamata improvvisa, vi lasciano un messaggio vocale o condividono foto, ad esempio sulle app di incontri.
- Riconoscere i deepfake: prestate attenzione al linguaggio, alle condizioni di luce, alla mimica facciale e alle transizioni. I deepfake stanno diventando sempre più realistici, ma non sono ancora perfetti. Mantenete un atteggiamento scettico e guardate o ascoltate una volta in più piuttosto che una di meno, soprattutto quando vi viene chiesto di inviare denaro o rivelare informazioni.
- Riconoscere i pericoli in tempo: come già detto, la sicurezza assoluta non esiste. Esistono però soluzioni tecniche di prevenzione, come l’app Zurich Cyber Security, che vi avvisano non appena i vostri dati personali e altre informazioni sensibili compaiono su Internet o nella darknet. In questo modo potete cambiare immediatamente le vostre password, proteggere i vostri profili e rilevare tempestivamente eventuali abusi, prima di subire un ricatto o un furto della vostra identità digitale.
Le vittime di deepfake possono fare causa?
In Svizzera non esiste ancora una legge specifica sui deepfake. Ciononostante, le vittime possono difendersi. Chi subisce una lesione della propria personalità, ad esempio a causa di registrazioni audio, immagini o video generati dall’IA, può fare appello alla protezione della personalità ai sensi dell’articolo 28 del Codice civile e agire in giudizio per ottenere la cancellazione, la cessazione e, nei casi più gravi, il risarcimento danni e la riparazione morale. E qualora si configurino fattispecie quali, ad esempio, frode, diffamazione, estorsione, furto d’identità o pornografia, le vittime possono sporgere denuncia per violazione del diritto alla privacy.
Come vi tutelano un’assicurazione di protezione giuridica e un’assicurazione di protezione informatica
Un’assicurazione di protezione giuridica di privati di Orion vi aiuta a far valere i vostri diritti. Ad esempio se desiderate ottenere la rimozione di contenuti deepfake, presentare richieste di cessazione, sporgere denuncia o avviare un’azione civile contro i colpevoli. Se la situazione si fa difficile, l’assicurazione di protezione giuridica copre le spese per l’avvocato, la procedura giudiziaria e tutte le relazioni peritali, nei limiti previsti dalle Condizioni generali di assicurazione. Questo supporto rappresenta un enorme sgravio per la vittima, soprattutto nei casi di cyberbullismo, diffamazione o sextortion.
L’assicurazione di protezione informatica di Zurich supporta ad esempio le vittime in caso di hackeraggio dei loro account, furto dell’identità digitale o abuso dei propri dati. Fornisce assistenza tecnica immediata e aiuta a ripristinare gli account compromessi.
Conclusione: il pericolo è reale
Farsi prendere dal panico, però, non serve a nulla. Potete ridurre il rischio e ottimizzare la vostra sicurezza stipulando un’assicurazione di protezione informatica e un’assicurazione di protezione giuridica di privati.

