Ritorno al lavoro: rientro dopo un burnout

Tornare al lavoro dopo una malattia mentale è un passo importante. Questa guida mostra come riuscirci, con informazioni preziose per le persone colpite, i familiari e i datori di lavoro.
Persona seduta sui mezzi pubblici, guarda pensierosa fuori dalla finestra.

Che cos’è un burnout?

Il burnout è uno stato di esaurimento cronico emotivo, fisico e mentale. Questo esaurimento è generalmente innescato da uno stress persistente a più livelli, senza fasi di recupero. Ciò comporta uno squilibrio nel rapporto tra carico e risorse.

Sintomi tipici sono disturbi del sonno, perdita di rendimento e alienazione dal lavoro. Nella fase acuta, la persona colpita spesso non è più in grado di svolgere le proprie mansioni. In linea di principio, il burnout può colpire chiunque. Con un affiancamento psicologico, le possibilità di recupero sono buone.

Importante: il burnout può avere sintomi simili alla depressione, ma in determinate circostanze viene trattato in modo diverso. È quindi importante consultare uno specialista.

Le malattie mentali possono colpire chiunque

In linea di principio, nel corso della propria vita chiunque può soffrire di malattie mentali e, ad esempio, essere vittima di burnout. La situazione può arrivare al punto che una persona non è più in grado di lavorare. Le persone giovani sono sempre più colpite: dal 2015, nel Canton Zurigo il numero di casi nel gruppo di età inferiore ai 25 anni è quasi raddoppiato. Secondo un recente servizio della televisione svizzera, oggi una nuova rendita su due nell’assicurazione per l’invalidità viene concessa a causa di una malattia mentale.

Il Rapporto nazionale sulla salute mentale 2025 dell’Osan afferma che lo stress mentale di bambini, adolescenti e giovani adulti è in aumento da diversi anni. La pandemia di coronavirus ha ulteriormente intensificato questo fenomeno. Un quinto dei giovani tra i 16 e i 25 anni riferisce sintomi di depressione da moderati a gravi. 

Per i datori di lavoro: perché un rientro rapido è così importante?

Che si sia giovani o vecchi, una malattia mentale come il burnout è estremamente logorante per la persona colpita e anche per chi la circonda. Per evitare che l’incapacità di guadagno diventi una condizione permanente, è fondamentale sostenere la persona in modo rapido ed efficace.

Ciò include anche la creazione di prospettive per il ritorno al lavoro. Oltre al reddito mensile, infatti, un’attività lavorativa ha molti altri effetti positivi: rafforza la consapevolezza e l’autostima, promuove i contatti sociali, struttura la routine quotidiana ed è idealmente una fonte di gioia e significato.

Per le persone colpite: come rientrare nel mondo del lavoro

In Svizzera esistono percorsi chiari per il reinserimento professionale: gli istituti cantonali di assicurazione sociale (IAS) lavorano a stretto contatto con l’assicurazione per l’invalidità statale (AI). Essi dispongono di numerose offerte per le persone colpite: consulenze, coaching, riqualificazioni e prove di lavoro finalizzate a un ritorno graduale alla vita lavorativa. 

A seconda della causa, anche le assicurazioni contro le malattie o le assicurazioni infortuni erogano prestazioni, ad esempio diaria, terapie e riabilitazione. A tal fine, è fondamentale presentare certificati medici completi e rispettare le scadenze previste. Anche l’assicurazione diaria per malattia o la cassa pensioni del datore di lavoro potrebbero fornire supporto, avvalendosi, tra le altre cose, di un’offerta di Case Management. 

In aggiunta, punti di contatto regionali quali ambulatori psichiatrici, centri di informazione comunali e centri sanitari, così come gruppi di auto-aiuto e comunità‑ online, offrono assistenza nella gestione della vita quotidiana e supporto emotivo.

Per i datori di lavoro e i superiori: come fornire un supporto

In qualità di datori di lavoro avete un ruolo decisivo nel processo di reinserimento professionale. Con il vostro sostegno, potete facilitare notevolmente il rientro della persona colpita e contribuire a una sua ripresa stabile e definitiva.

Suggerimento: verificate (in presenza di assicurazione) la possibilità di avvalervi di un Case Management oppure, a scopo preventivo, del sistema di Gestione della salute in azienda.

  • Il Case Management offre un supporto personalizzato alla persona interessata nel suo percorso di rientro al lavoro. Si occupa del coordinamento tra cliente, datore di lavoro, IAS, medici curanti e assicurazioni private, fornisce assistenza nell’elaborazione di piani di reinserimento e organizza prove di lavoro, se necessario. 
  • La Gestione della salute in azienda (GSA) ha l’obiettivo di creare condizioni di lavoro sane a livello preventivo, ad esempio attraverso misure di prevenzione e corsi di formazione su misura. 
  • Create trasparenza: definite ruoli chiari per accompagnare e sostenere in modo affidabile la persona interessata in modo affidabile. Utilizzate piani di reinserimento, obiettivi e tappe intermedie. Allo stesso tempo, gestite sempre con la massima discrezione i dati relativi alla salute, garantendo la confidenzialità.
  • Adottate una prospettiva di lungo termine: concentratevi su una capacità lavorativa sostenibile anziché su una soluzione rapida. Ciò significa rivedere regolarmente il piano di rientro al lavoro, adeguarlo ove necessario e fornire supporto per il riorientamento professionale.
  • Mostrate apprezzamento e rispetto: chi ha il coraggio di rimettersi in gioco sta compiendo un notevole sforzo di crescita personale e questa prestazione merito di essere riconosciuta.

In che modo i superiori possono aiutare, prima che qualcuno si ammali?

  • Sensibilità: prestate attenzione ai segnali di allarme e non esitate a rivolgervi con discrezione alle collaboratrici e ai collaboratori in difficoltà, offrendo il vostro supporto.
  • Apertura: create una cultura in cui i problemi, le difficoltà e le malattie mentali possano essere discussi apertamente.
  • Supporto: alleggerite la pressione su collaboratrici e collaboratori in fasi difficili della loro vita, ad esempio con adeguamenti del posto di lavoro, orari di lavoro flessibili o riduzione delle mansioni. Chi riceve il sostegno del proprio team è più resiliente di fronte alle difficoltà personali e professionali.

Quali sono le opzioni per un rientro «soft» nella vita professionale?

Ci sono molte possibilità, ad esempio queste:

  • Ritorno graduale: la persona interessata inizia, ad esempio, con un carico di lavoro del 20% - 50% e lo aumenta poi gradualmente. È possibile anche prevedere un periodo di prova lavorativa di durata ben definita. In questa fase è importante rispettare i limiti di carico individuali.
  • Adeguamenti del lavoro: compiti, orari o luogo di lavoro vengono adattati in modo da essere meno stressanti. Vengono definite le attività più importanti, per evitare situazioni di sovraccarico.
  • Cambio di ruolo/riorientamento: la persona passa a un ruolo meno stressante e, se necessario, completa una riqualificazione o una formazione specifica mirata.
  • Part-time combinato con formazione/coaching: la persona abbina un carico di lavoro ridotto con un aumento delle competenze, creandosi così nuove prospettive professionali.
  • Lavoro flessibile: un periodo flessibile, le opzioni di home office‑ e i tool di supporto consentono un migliore equilibrio tra recupero ed esigenze lavorative.
  • Piano di rientro: la persona interessata definisce, insieme a superiore, Human Resources e Case Manager, i traguardi intermedi e i momenti di valutazione. 

In ogni caso, è importante registrare tutti gli accordi per iscritto. Questo dà sicurezza a tutte le persone coinvolte.

Per le persone colpite

Iniziate con la reintegrazione IAS/AI e richiedete supporto tramite i punti di contatto regionali; definite con il vostro medico un piano graduale e mettete per iscritto ogni accordo.

Per datori di lavoro/PMI

Contattate Zurich per sviluppare e implementare in modo sostenibile, con il supporto del Case Management, un piano di reinserimento individuale.

Burnout: e ora?

  • Dopo un consulto con uno specialista, viene elaborato un piano di trattamento. Di solito questo include la psicoterapia e, se necessario, la terapia farmacologica o una riabilitazione.
  • Informate il vostro datore di lavoro del vostro congedo per malattia; probabilmente potrebbe fornirvi un Case Manager che vi assisterà personalmente.
  • Quando vi sentirete di nuovo meglio, potrete concordare un piano di rientro al lavoro graduale con il vostro superiore e con Human Resources. Registrate per iscritto quanto concordato insieme.
  • Informatevi in merito alla vostra copertura sociale e finanziaria: verificate a quali prestazioni dell’assicurazione malattia e infortuni, dell’AI e dell’IAS avete diritto.
  • Informatevi in merito a scadenze e certificati medici o di altro genere richiesti e registrate tutta la documentazione importante.
  • Approfittate delle offerte di supporto: possono essere persone private, specialisti di IAS/AI e punti di contatto regionali, oppure di un Case Manager messo a disposizione tramite l’assicurazione del vostro datore di lavoro.
  • Createvi una struttura giornaliera e prendetevi cura di voi stessi: ponetevi obiettivi realistici, assicuratevi di dormire a sufficienza e di fare esercizio fisico, mantenete per quanto possibile i contatti sociali e incrementate il carico di lavoro solo gradualmente.
  • In caso di crisi acuta, contattate immediatamente un o una professionista.

Ritorno alla vita lavorativa: l’impegno di Zurich

L’assicurazione Zurich aiuta le persone che sono incapaci al lavoro a causa di una malattia o di un infortunio nel loro rientro alla vita professionale. In questo ambito, essa collabora con gli uffici AI di competenza degli istituti di assicurazione sociale di Zurigo, San Gallo, Vaud e Ticino. Zurich Svizzera si impegna con convinzione a favore delle persone che cercano di reintegrarsi nel mondo del lavoro. Il contatto per una prova di reinserimento professionale avviene sempre tramite gli uffici AI di competenza, a cui possono rivolgersi le persone interessate o i loro coach per la reintegrazione. 

Ulteriori informazioni sono disponibili qui

Consigli per la cura di sé

Una malattia mentale può colpire chiunque. Se avete il coraggio e la forza di tornare al lavoro dopo un lungo periodo di inabilità, meritate rispetto e apprezzamento. Con questi comportamenti potete fare qualcosa di positivo per voi stessi:

  • Pianificate piccoli passi realistici nel percorso verso il vostro obiettivo.
  • Createvi una struttura giornaliera chiara, assicuratevi di dormire a sufficienza, fate movimento e seguite un’alimentazione sana.
  • Cercate un supporto sociale attivo.
  • Ascoltate la vostra voce interiore: cosa vi fa bene e cosa invece no?
  • Siate consapevole dei vostri successi e dei vostri traguardi e apprezzateli.
  • Cercate un aiuto professionale se l’ansia, i problemi di sonno persistenti o il senso di disperazione limitano fortemente la vostra vita quotidiana. 
  • In caso di crisi acuta, contattate una linea telefonica di emergenza.

Le linee di emergenza sono servizi di supporto disponibili 24 ore su 24 per episodi critici o situazioni di pericolo acuto. In Svizzera, i principali riferimenti sono:

  • Numero di emergenza 144 – Emergenza medica sanitaria; multilingue, raggiungibile rapidamente.
  • Telefono Amico 143 (La Mano Tesa) – Consulenza gratuita e anonima in caso di crisi, disponibile 24 ore su 24 (crisi psicologiche, pensieri suicidi, stress emotivo).
  • Chiamata d’emergenza 112 – Numero d’emergenza europeo per situazioni di pericolo acuto (vigili del fuoco/soccorso/polizia).
  • Per giovani: 147 (Svizzera) – Consulenza telefonica e via chat, in particolare per le e i giovani.
  • Crisi psicologiche senza carattere di urgenza: servizi regionali di assistenza psichiatrica o centri di crisi cantonali.

Questa guida è stata scritta da

>Katrin Schnettler

Katrin Schnettler

Senior Content Strategist

In qualità di Senior Content Strategist presso Zurich Svizzera, scrive di temi assicurativi che rendono la vita quotidiana più semplice e sicura.